Inizia oggi il processo contro un ex dirigente di Barilla, accusato di presunti illeciti legati ai fornitori.
Le accuse contro l’ex dipendente
Presso Castiglione delle Stiviere, si apre il procedimento giudiziario che coinvolge un ex dipendente del noto colosso alimentare italiano. L’imputato è accusato di aver intascato mazzette dai fornitori per un ammontare superiore ai cinque milioni di euro, in relazione a presunti irregolarità nei contratti di fornitura e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
La Procura ha ricostruito la vicenda, sostenendo che l’imputato avrebbe agito in conflitto di interessi, svolgendo simultaneamente il ruolo di dirigente interno e di intermediario per aziende esterne. I fondi illecitamente ottenuti sarebbero stati trasferiti a un’impresa di Castel Goffredo, intestata alla moglie dell’ex dirigente. Questo sistema avrebbe consentito di alterare i prezzi delle forniture, introducendo sconti e sovrapprezzi mirati, al fine di massimizzare i profitti personali a danno dell’azienda.
Durante l’udienza, sono stati ascoltati il responsabile dell’ufficio legale di Barilla, che aveva presentato denuncia all’epoca dei fatti, e diversi rappresentanti delle ditte fornitrici coinvolte.
Prossimi sviluppi del processo
Il procedimento continuerà il 6 maggio, con l’audizione di ulteriori testimoni identificati dalla Procura. In merito alla situazione, Barilla ha rilasciato un comunicato ufficiale:
«Il processo è in corso, noi come Barilla ci siamo costituiti parte civile e non abbiamo nessuna dichiarazione da rilasciare».
La posizione dell’azienda, già coinvolta in precedenti controversie legali, sottolinea l’intenzione di tutelare i propri interessi senza entrare nel merito dell’inchiesta in corso.