Il 25 marzo si è aperto il processo di secondo grado presso la Corte d’Assise d’Appello di Brescia per il femminicidio di Yana Malaiko, la giovane di 23 anni uccisa nel gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere dal suo ex fidanzato Dumitru Stratan, 36 anni. Il corpo di Yana, nascosto in un trolley, fu ritrovato il 1° febbraio sotto una catasta di legna e fogliame nelle campagne tra Castiglione e Lonato del Garda. L’autopsia ha rivelato numerose lesioni, confermando l’asfissia meccanica violenta come causa del decesso.

Confronto tra accusa e difesa
Durante l’udienza, il Procuratore generale ha contestato le argomentazioni della difesa, evidenziando l’assenza di rimorso da parte dell’imputato. La Pm Lucia Lombardo ha ricostruito i fatti, sostenendo che l’omicidio fosse premeditato e richiedendo l’ergastolo per Stratan. Dall’altro lato, la difesa ha mantenuto la propria posizione, negando la premeditazione e chiedendo la conferma della riduzione della pena. L’udienza è stata rinviata per le repliche, programmate per il 22 aprile.

Il messaggio della famiglia
In aula era presente anche Oleksandr Malaiko, padre di Yana, che nei giorni precedenti aveva lanciato un appello alla comunità: “Yana non è un caso. È una persona, una storia, una ferita ancora aperta. Continueremo a esserci. Per Yana. E per tutte le persone che oggi non hanno voce.”
