Ambiente

Riapertura di Gedit, il Comitato SOS Terra lancia l’allerta

Incontro pubblico al Centro giovanile dopo la ripresa dei conferimenti in ATE 43

Riapertura di Gedit, il Comitato SOS Terra lancia l’allerta

Mercoledì sera, il Comitato SOS Terra ha organizzato un incontro al Centro giovanile di Vighizzolo, aperto a tutti i cittadini, per chiarire le ragioni della ripresa delle attività nella discarica Gedit in ATE 43.
«Abbiamo ritenuto necessario questo incontro – spiega il presidente di SOS Terra, Gigi Rosa – poiché molti cittadini, venuti a conoscenza della ripresa delle operazioni nella discarica Gedit, ferma da due anni, ci hanno contattato per comprendere la situazione, considerando che si pensava che i conferimenti fossero terminati per sempre. È fondamentale informare la popolazione riguardo alle questioni ambientali nel nostro territorio. Anche io, quando ho appreso della ripresa dei lavori, mi sono preoccupato e ho cominciato a informarmi. Abbiamo spiegato ai vighizzolesi come sia stato possibile riavviare i lavori nella discarica. Legalmente, la Gedit S.p.A. può operare e ha seguito il percorso di Systema. Può conferire nuovo materiale per recuperare i metri cubi occupati dalle coperture, ma noi rimarremo vigilanti.»

Autorizzazione alla ripresa dei lavori

«La Gedit S.p.A. ha ricevuto l’autorizzazione tramite un atto dirigenziale della Provincia di Brescia, in conformità alle sentenze del TAR. La discarica riapre per conferire 155.000 mc di materiali inerti. Se la gestione dei nuovi conferimenti dovesse presentare problematiche legate a polveri o odori, i cittadini o gli Enti potranno richiedere a ARPA un controllo straordinario sulle condizioni di lavorazione e sui rifiuti in ingresso. Al termine dei conferimenti, ARPA effettuerà i controlli necessari, inclusi carotaggi in profondità per tre metri. I lavori sono iniziati l’11 maggio e dovranno concludersi entro il 10 novembre 2027.»

Preoccupazioni del Comitato

«La nostra maggiore preoccupazione è che questi lavori possano riproporre il grave problema dell’inquinamento odorigeno che i vighizzolesi hanno subito per anni. Se dovesse ripresentarsi questa situazione, la popolazione di Vighizzolo è pronta a segnalare.»
Dopo 16 anni di presidenza, lei rimane sempre allerta, una vera sentinella per il territorio…
«Lo siamo io e tutti i membri di SOS Terra. Certamente, è un impegno che non possiamo garantire ogni giorno dell’anno, ma a Vighizzolo abbiamo imparato a vigilare per difendere la qualità della vita di ciascuno di noi.»
Quali idee ha per il futuro dell’area delle discariche e delle cave?
«Stiamo iniziando a riflettere su questo con altri ambientalisti, ma prima è necessario chiudere definitivamente la questione dei conferimenti.»
SOS Terra, insieme ad altre realtà ambientaliste del territorio, ha giocato un ruolo chiave nel grande movimento popolare che ha portato alla creazione dell’indice di pressione. I volontari, guidati da Rosa, sono attivamente impegnati anche nella battaglia per la salvaguardia del Chiese.